Nuove misure ambientali con la legge Green Economy

NUOVA LEGGE “GREEN ECONOMY” E MISURE AMBIENTALI INNOVATIVE

Con la introduzione del cd. “Collegato ambientale”, ovverosia la Legge 221/2015, (nota anche come Legge Green Economy) sono state inserite diverse novità nel settore della normativa ambientale.

Innanzitutto va segnalata la nuova disciplina in materia di appalti verdi obbligatori per la Pubblica Amministrazione, lo stanziamento di incentivi per l’acquisto di materiali post-consumo recuperati, nuove sanzioni in caso di abbandono di rifiuti di piccolissime dimensioni, varie semplificazioni in materia di valutazione di impatto ambientale.

Tra le altre novità, il ritorno – su base volontaria- del sistema di recupero del “vuoto a rendere” per acque minerali e birre, la possibilità di conferire in discarica anche rifiuti con potere calorifico superiore a 13.000 kj/kg.

Sempre in tema di incentivi fiscali, ne sono stati stanziati in caso di bonifica da amianto, stanziati altresì fondi per la tutela del territorio, novità in materia di  scarichi dei frantoi, emissioni in atmosfera, fonti rinnovabili, rifiuti raee da pannelli fotovoltaici, mobilità sostenibile.

Una mole impressionante di modifiche, sarà importante seguirne gli indirizzi operativi che giungeranno a cascata, nonchè valutarne gli effetti dal punto di vista globale.

modifiche al codice ambientale

IN ARRIVO MODIFICHE AL CODICE AMBIENTALE

 

In data 27 novembre 2012 la Commissione Ambiente della Camera ha approvato alcuni emendamenti al c.d. “testo base” a seguito di un accordo siglato il 20 novembre 2012.

L’iter del summenzionato testo è stato molto travagliato e tortuoso, dopo una serie di “navette” tra Camera e Senato sembra ormai pronto per l’esame in aula con conseguente approvazione definitiva in Senato.

Le norme contenute nel disegno di legge prevedono delle modifiche ad ampio raggio del D.Lgs. 152/2006 Codice dell’Ambiente.

Gli interventi afferiscono principalmente alle autorizzazioni  agli scarichi (aumento della validità dell’autorizzazione da 4 a 6 anni), toccano in maniera massiva la parte sui rifiuti (gerarchia del trattamento, definizione rifiuto organico e compost di qualità, riciclo Pfu e C&D, oli usati, danno ambientale e modifiche, terre e rocce da scavo da miniere dismesse ed esauste, novità in materia Raee, materiali di riporto), nonché sanciscono importanti semplificazioni in materia di Via ed Aia.

Si attende quindi nelle prossime settimane la discussione in assemblea del testo che venne già approvato (prima di subire notevoli emendamenti) nel febbraio scorso.

 

 

 

via e atto legislativo specifico

Valutazione dell’impatto ambientale di progetti e relativo ambito di applicazione.  Nozione di “atto legislativo nazionale specifico”.

L’art. 1, n. 5, della direttiva del Consiglio 27 giugno 1985, 85/337/CEE, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 26 maggio 2003, 2003/35/CE, deve essere interpretato nel senso che sono esclusi dall’ambito di applicazione di tale direttiva soltanto i progetti adottati nei dettagli mediante un atto legislativo specifico, di modo che gli obiettivi della medesima direttiva siano stati raggiunti tramite la procedura legislativa.

Spetta al giudice nazionale verificare che detti due requisiti siano stati rispettati tenendo conto sia del contenuto dell’atto legislativo adottato sia di tutta la procedura legislativa che ha condotto alla sua adozione e, in particolare, degli atti preparatori e dei dibattiti parlamentari.

Al riguardo, un atto legislativo che non faccia altro che «ratificare» puramente e semplicemente un atto amministrativo preesistente, limitandosi a constatare l’esistenza di motivi imperativi di interesse generale, senza il previo avvio di una procedura legislativa nel merito che consenta di rispettare detti requisiti, non può essere considerato un atto legislativo specifico ai sensi della citata disposizione e non è dunque sufficiente ad escludere un progetto dall’ambito di applicazione della direttiva 85/337, come modificata dalla direttiva 2003/35.