Tracciabilità rifiuti sistri

LA TRACCIABILITA’ VERSO IL RITORNO AL PASSATO

 

E’ stato pubblicato in G.U. il cosiddetto Decreto Crescita (D.L. 22 giugno 2012, n. 83) che ha praticamente stoppato il passaggio al nuovo sistema di tracciabilità telematica dei rifiuti mediate il sistema Sistri.

Il congelamento del sistema di controllo informatico dei rifiuti istituito dal Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006) e reso “operativo” almeno sulla carta dal D.M. 52/2011 (T.U. Sistri) viene sancito praticamente con decretazione d’urgenza attraverso la sospensione del termine del 30 giugno 2012 previsto dai decreti legge 138/2011 e 70/2011 per la piena operatività del sistema ed il conseguente esonero dei soggetti interessati dagli adempimenti ambientali previsti dallo stesso.

Alla sospensione in commento (parrebbe sino al 30 giugno 2013) segue la proroga dell’attuale e tradizionale sistema di tracciabilità dei rifiuti (art. 52 D.L. n. 83/2012), rappresentato prevalentemente dai registri carico e scarico e dai formulari di trasporto dei rifiuti così come sancito dagli artt. 190 e 193 del TUA prima delle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 205 nel dicembre del 2010 per allineare la normativa nazionale alla Direttiva 2008/98/Ce.

Il regime applicabile cui fare riferimento quindi è di cruciale importanza soprattutto se lo confrontiamo con l’apparato sanzionatorio previsto dal Testo Unico Ambientale “ante decreto 205”.

Giustappunto, l’articolo 258 del D.Lgs. 152/2006 rubricato alla voce “sanzioni” prevedeva ed ora ritorna a prevedere specifiche sanzioni per chi non adempie agli obblighi relativi alla tenuta dei registri e formulari (mentre con le modifiche del 205 si applicava la sanzione corrispondente solo per chi non aderiva al sistema Sistri); inoltre il vecchio regime non prevedeva alcun regime semplificato per il trasporto di rifiuti non pericolosi da parte dei “piccoli operatori”.

In definitiva quindi l’art. 52 del provvedimento d’urgenza specifica che il tracciamento dei rifiuti continua ad essere quello previsto dalla disciplina recata dagli articoli del TUA succitati nella versione appena precedente all’entrata in vigore delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 205/2010.

 

 

 

 

Albo gestori ambientali e capacità finanziaria

CHIARIMENTI DELL’ALBO GESTORI AMBIENTALI IN ORDINE ALLA “CAPACITA’ FINANZIARIA”

Tramite la circolare 18 giugno 2012 n . 809, il Comitato nazionale dell’Albo gestori ambientali è intervenuto sulla questione dell’adeguamento della capacità finanziaria.

Sarà possibile, per le imprese di trasporto rifiuti iscritte nelle categorie che vanno dalla 1 alla 5 -prima della delibera 3/2012- richiedere dunque l’adeguamento, utilizzando il modello di comunicazione di variazione dell’iscrizione.

L’emanazione di tale provvedimento è stata resa necessaria, a seguito della delibera n.3 del 14/3/2012 , in cui erano stati aggiornati i requisiti di capacità finanziaria necessari alla iscrizione delle imprese di raccolta e trasporto nelle categorie sopra menzionate.

SPEDIZIONI TRANSFRONTALIERE ISCRIZIONE ALBO

SPEDIZIONI TRANSFRONTALIERE DI RIFIUTI E REQUISITI DI ISCRIZIONE ALL’ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI



Con la deliberazione n. 3, del 22 dicembre 2010, l’Albo Nazionale Gestori Ambientali ha introdotto le prime disposizioni applicative per l’iscrizione all’Albo per le attività inerenti al solo esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifuti nel territorio italiano, stabilita da un recente disposizione normativa e segnatamente dal D.lgs. n. 205 del 2010.

Con la deliberazione summenzionata l’Albo ha urgentemente provveduto alla formazione dei modelli della domanda di iscrizione all’Albo (allegato A) e della ricevuta che consentirà alle aziende di settore di lavorare sino alla verifica dei requisiti da parte dell’Albo stesso.

Qualora la Sezione regionale competente accerti il mancato rispetto delle condizioni di cui al comma 2 dell’art. 1 dispone la cancellazione dall’Albo.

Entro il termine di sessanta giorni dalla presentazione della domanda, le imprese interessate presentano:

a) attestazione di cui all’art. 12 comma 3, lettera a), del D.m. 406 del 1998;

b) copie delle carte di circolazione dei veicoli;

c) copia della licenza comunitaria o dell’autorizzazione internazionale all’autotrasporto di merci ove previste;

d) documentazione attestante i requisiti del responsabile tecnico;

e) documentazione equivalente al certificato del casellario giudiziario relativo al legale rappresentante  e al responsabile tecnico.

Nelle more del rilascio del provvedimento la ricevuta della domanda di iscrizione deve essere tenuta a bordo dei veicoli utilizzati per il trasporto.

Per le imprese con sede legale all’estero e non dotate di sede secondaria in Italia (art. 2) si apre la possibilità di poter liberamente e a propria scelta rivolgersi a qualsiasi Sezione regionale, con l’incombenza precipua di adeguamento al D.m. 406 del 1998 entro 120 giorni dalla presentazione della domanda di iscrizione.

L’istituzione della sede secondaria nel territorio di competenza di Sezione diversa da quella prescelta per la presentazione della domanda, comporta il trasferimento dell’iscrizione presso la Sezione competente.

Quanto, invece, al D.lgs. del 3 dicembre n. 205 è bene ribadire che tra le novità legislative previste spicca il recepimento della Direttiva 2008/98/Ce sui rifiuti con le modifiche alla Parte IV del D.lgs. n. 152/2006 nonché la previsione dell’obbligo di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per le imprese che effettuano il solo trasporto transfrontaliero di rifiuti nel territorio italiano senza prestazione delle garanzie finanziarie.