bonifica semplificata per distributori di carburante

PROCEDURE SEMPLIFICATE DI BONIFICA PER I DISTRIBUTORI DI CARBURANTE

Il 7 Aprile 2015 è entrato in vigore il Dm Ambiente 12 febbraio 2015, introduttivo delle procedure semplificate di bonifica e messa in sicurezza dei punti vendita di carburanti.

Con tale provvedimento sono state semplificate le modalità applicative dei criteri di caratterizzazione dei siti contaminati, ai sensi dell’ Allegato II, Titolo V del Testo Unico Ambiente.

Ai sensi dell’art. 242 co. 4 T.U.A, sono individuati i criteri semplificati, i tempi e le modalità operative della caratterizzazione, della messa in sicurezza, della bonifica di suoli e acque sotterranee contaminate di pertinenza delle aree dedicate ai punti di vendita carburanti.

Tali procedure divengono operative in presenza di situazioni di “inquinamento possibile” , al fine di consentire l’attuazione degli interventi volti a:

-prevenire

-impedire

-eliminare

la diffusione degli inquinanti negli strati di suolo non contaminati e nelle acque sotterranee non compromesse.

autorizzazione paesaggistica semplificata

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Il Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2010 ha approvato il regolamento che semplifica le procedure previste per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica per gli interventi di “lieve entità” che non comportano l’alterazione dei luoghi o dell’aspetto esteriore degli edifici.

Dal 10 settembre è entrato in vigore, quindi, il D.P.R. n. 139 del 9 luglio 2010 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 199 del 26 agosto 2010.

Il D.P.R. n. 139 “Regolamento recante procedimento di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità, a norma dell’art. 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni” emanato in attuazione del D.lgs. 42/2004 (Codice dei Beni culturali) prevede una procedura più snella per tutti gli interventi di lieve entità su aree o edifici sottoposti a tutela paesaggistica (Parte III del D.lgs. 42/2004).  Segnatamente, vengono indicate in maniera puntuale e tassativa le 39 fattispecie di intervento nell’allegato del D.P.R. in commento.

Con tale semplificazione l’iter autorizzatorio deve necessariamente concludersi con provvedimento espresso nel termine di 60 giorni dalla presentazione dell’istanza (art. 3) da inoltrarsi vieppiù per via telematica e con incombenze documentali più snelle.

L’amministrazione compentente è tenuta a verificare in via preliminare la conformità dell’intervento progettato alla disciplina urbanistica – edilizia e in caso di esito positivo, esamina la congruenza dell’intervento medesimo alle specifiche prescrizioni d’uso contenute nel piano paesaggistico o nella dichiarazione di pubblico interesse o nel provvedimento di integrazione del vincolo, ovvero la sua compatibilità con i valori paesaggistici presenti nel contesto di riferimento.

In caso di giudizio di compatibilità paesaggistica, l’amministrazione, inoltra entro 30 giorni la pratica al soprintendente, che può in alternativa eprimere parere favorevole vincolante in 25 giorni. In tal caso l’organo preposto (solitamente il comune su delega della regione) adotterà il provvedimento conforme nel termine di 5 giorni.

L’autorizzazione paesaggistica è immediatamente efficace ed ha una validità di 5 anni.

In caso di rigetto della domanda l’interessato entro 20 giorni dal ricevimento del provvedimento negativo può chiedere al soprintendente di pronunciarsi sulla domanda di autorizzazione paesaggistica semplificata.

Decorsi inutilmente i termini di cui all’art. 3 senza che l’amministrazione competente al rilascio o la soprintendenza abbia comunicato la propria determinazione conclusiva sull’istanza del richiedente, si applicano gli artt. 2 comma 8, e 2 bis, della Legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche, in materia di conclusione del procedimento amministrativo.