novità per i consorzi di bonifica

NOVITA’ PER I CONSORZI DI BONIFICA

La circolare n. 54 del 2016 del Comitato nazionale dell’Albo Gestori Ambientali ha precisato che possono aggregarsi in consorzi vari e distinti soggetti aggiudicatari di appalti per la bonifica.

Pare d’uopo ribadire che tali formazioni d’imprese, meglio definite come “consorzi di scopo” , possono essere realizzate anche senza aver precedentemente eseguito interventi di bonifica, purchè -tuttavia- siano costituiti da compagini iscritte per gli interventi indicati in gara alla categoria 9, segnatamente nella classe A (lavori oltre 9 milioni di euro).

In definitiva l’esenzione dal rispetto del prerequisito previsto dall’allegato alla deliberazione dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali n. 1 del 30 gennaio 2013, art. 1 co. 1 (esecuzione previa di precedenti attività di bonifica) per siffatti consorzi opera in presenza di 2 condizioni:

- i consorziati facenti parte del raggrupamento aggiudicatario devono risultare iscritti nella classe A della categoria 9;

- il consorzio deve necessariamente per espressa clausola statutaria essere estinto e cancellato dal registro delle imprese ad ultimazione dei lavori di bonifica.

incentivi bonifica amianto

CON LA LEGGE “GREEN ECONOMY” IN ARRIVO INCENTIVI PER LE BONIFICHE AMIANTO

A partire dal 2 Febbraio  2016 entrerà in vigore l’art. 56 della L. 256/2015.

Tale norma prevede l’introduzione di un credito di imposta (del 50% delle spese sostenute) per i titolari di imprese che nel corso del 2016 provvederanno ad effettuare interventi di bonifica da amianto per almeno € 20.000 sul territorio nazionale.

E’ stato inoltre stanziato un fondo pubblico per la bonifica dell’amianto dagli edifici pubblici, con dotazione pari ad € 5.000.000 per l’anno 2016.

Si attendono i rispettivi Dm Ambiente per conoscere le disposizioni attuative che forniranno i dettagli operativi di tali importanti misure.

bonifica semplificata per distributori di carburante

PROCEDURE SEMPLIFICATE DI BONIFICA PER I DISTRIBUTORI DI CARBURANTE

Il 7 Aprile 2015 è entrato in vigore il Dm Ambiente 12 febbraio 2015, introduttivo delle procedure semplificate di bonifica e messa in sicurezza dei punti vendita di carburanti.

Con tale provvedimento sono state semplificate le modalità applicative dei criteri di caratterizzazione dei siti contaminati, ai sensi dell’ Allegato II, Titolo V del Testo Unico Ambiente.

Ai sensi dell’art. 242 co. 4 T.U.A, sono individuati i criteri semplificati, i tempi e le modalità operative della caratterizzazione, della messa in sicurezza, della bonifica di suoli e acque sotterranee contaminate di pertinenza delle aree dedicate ai punti di vendita carburanti.

Tali procedure divengono operative in presenza di situazioni di “inquinamento possibile” , al fine di consentire l’attuazione degli interventi volti a:

-prevenire

-impedire

-eliminare

la diffusione degli inquinanti negli strati di suolo non contaminati e nelle acque sotterranee non compromesse.

autorizzazioni ambientali semplificazioni

ECCO I TAGLI ALLA BUROCRAZIA AMBIENTALE

Con il recentissimo Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 91, intitolato “Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica ed universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese”, il Governo ha introdotto una serie importante di “tagli” alla cosiddetta ECO-BUROCRAZIA.

Segnatamente, queste le modifiche principali:

1) Recupero rifiuti semplificato: esteso alle operazioni di recupero dei “beni a fine vita” svolte in base alle norme comunitarie sull’ “end of waste” (ferro, acciaio, alluminio, vetro, rame).

Pertanto, il regime semplificato prevede l’avvio delle attività decorsi 90 giorni dalla semplice comunicazione all’ente provinciale, in sostituzione della preventiva autorizzazione regionale.

2) Bonifica semplificata: possibilità di riutilizzo dei siti contaminati successivamente alla riduzione dei valori inquinanti per la sola matrice suolo.

Inoltre è stato introdotto il principio del silenzio-assenso in tema di dichiarazione dell’avvenuto abbattimento dei valori inquinanti da parte degli operatori intervenuti.

3) Poteri di ordinanza degli enti locali in materia di rifiuti: i poteri previsti dall’art. 191 del Codice Ambiente in capo a Presidenti di Regione, Provincia e Sindaci sono stati allargati a ricomprendere non solo i casi di “necessità” di tutela della pubblica salute e dell’ambiente, ma anche in semplice presenza di “grave e concreto pericolo” di lesione di tali interessi.

Sarà altresì possibile operare la requisizione degli impianti di gestione rifiuti e l’utilizzo temporaneo del personale impiegato.

4) Valutazione di Impatto Ambientale: E’ stato riformulato il concetto di “progetto” da sottoporre a VIA.

E’ stata altresì prevista l’emanazione in tempi brevi di un Dm ministeriale in merito ai criteri ed alle soglie per lo “screening” dei progetti regionali.

5) Sistri: entro Agosto 2014 il Ministero dell’Ambiente dovrà garantire la interoperatività del sistema informatico e la sostituzione dei “token”

Sono inoltre state inserite disposizioni innovative in tema di combustione di materiali agricoli, ritenuti leciti purchè effettuati in piccoli cumuli ed in quantitativo massimo giornaliero inferiore ai 3 metri cubi per ettaro, nelle aree stabilite dai sindaci, nei periodi stabiliti dalla Regione.

Infine un cenno alle apparecchiature con sostanze osono-lesive: la dismissione obbligatoria dei sistemi antincendio è stata prorogata al 12 gennaio 2015.

bonifiche e proprietario incolpevole

BONIFICHE: NESSUN OBBLIGO PER IL PROPRIETARIO INCOLPEVOLE

Il Consiglio di Stato, in Adunanza Plenaria, con l’ordinanza 21/2013 è intervenuto su un tema assai controverso, segnatamente in materia di obblighi del proprietario del sito non responsabile del caso di contaminazione.

Con tale importante pronuncia, è stato enunciato il principio in base al quale gli interventi di riparazione/messa in sicurezza/bonifica/ripristino gravano esclusivamente sul responsabile della contaminazione; in ultima istanza, laddove il responsabile non possa essere individuato o non provveda, sarà la Pubblica Amministrazione a dover intervenire e provvedere.

Tuttavia, in ragione dei legittimi dubbi di conformità del quadro normativo nazionale (parte IV del D.lgs 152/2006 e s.m.i) rispetto ai principi fondamentali dell’ Unione Europea in materia ambientale, primus inter pares quello del “chi inquina paga”, il CdS ha inoltrato alla Corte di Giustizia Ue apposita questione interpretativa.

In attesa di ulteriori sviluppi, va preso atto della scelta operata dalla massima autorità giurisdizionale amministrativa italiana.