AVVOCATO e INQUINAMENTO: Inquinamento Acustico, Ordinanze sindacali e limiti legislativi

Il potere di ordinanza comunale costituisce espressione della potestà regolaria vota a conformare l’attività privata al rispetto dei limiti di emissione acustica nell’ambito del territorio comunale.

Tale potere conformativo può manifestarsi anche attraverso l’obbligo per il responsabile delle immissioni rumorose di rimodulare l’orario della propria attività fonte delle suddette immissioni. Laddove, nello specifico il provvedimento nel Sindaco imponga l’adozione di adeguate misure di in sonorizzazione, ferma restando nelle more della loro realizzazione, la variazione dell’orario d’apertura, ricorre un’ipotesi di provvedimento (legittimo) idoneo a agarantire la tutela della salute pubblica in ipotesi di inquinamento acustico.

In questo caso anche nel diritto ambientale viene a farsi applicazione dello strumento, ora generalizzato nella l.241/90 del principio di proporzionalità e che nella sua strutturazione più elementare si esteriorizza nella necessità di adeguare i mezzi disponibili dall’amministrazione a garanzia del “risultato” previsto dalla fattispecie astratta.

Peraltro, dal punto di vista formale, bisogna altresì osservare come il provvedimento in questione, sia ammissibile anche laddove carente di un’adeguata motivazione, senza che cioè siano stati adottatti nello specifico i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione.

In questi casi, l’adeguato supporto motivazionale viene desunto dai verbali fonometrici operati dall’USSL, con cui il Comune viene invitato ad adottare provvedimenti idonei ad eliminare la situazione di superamento dei limiti di inquinamento acustico fissati dalla norma; del resto lo stesso superamento dei limiti di legge implica ex se il configurarsi di una situazione di rischio per la salute pubblica che i soggetti preposti al controllo sono tenuti a rimuovere attraverso l’unico mezzo a disposizione.

Proprio questa considerazione spinge a ritenere la motivazione per relationem del tutto sufficiente ad integrare il rispetto dell’obbligo di legge, soprattutto laddove il potere di ordinanza si correli al potere del responsabile delle immissioni rumorose di rimodulare l’orario della propria attività fonte delle suddette immissioni.


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