deposito incontrollato di rifiuti e maltempo

Deposito di rifiuti e maltempo: la esimente del “caso fortuito o forza maggiore”

(art. 45 c.p.)

Un violento temporale o una pioggia improvvisa ed abbondante non possono ritenersi eventi eccezionali e/o imprevedibili tali da dar luogo alla applicazione della esimente prevista dall’art. 45 del codice sostanziale che, per l’appunto, esclude la punibilità del soggetto che abbia “commesso il fatto per caso fortuito o forza maggiore”.

Un imprenditore, titolare di un impianto oleario, condannato per il reato di cui all’art. 256 comma 2 del D. Lgs. 152/2006 per non aver adottato ogni misura utile e necessaria ad evitare lo sversamento sul terreno dei liquami e dei residui della sansa derivante dalla molitura, così ritenendosi da parte del giudice del merito che si trattasse di un deposito incontrollato di rifiuti, invocava la esimente prevista dall’art. 45 c.p. in quanto la sansa era stata accumulata a causa del maltempo e quindi di forti temporali che non avevano consentito il trasporto in altro luogo per il successivo utilizzo.

Con sentenza n. 25028 del 16 giugno 2016, la Terza Sezione Penale della Suprema Corte non ha, come peraltro avevano giustamente fatto i giudici del merito, ravvisato in tali eventi atmosferici il carattere della eccezionalità e della imprevedibilità.

Un temporale o una pioggia, anche se particolarmente intensi, costituiscono fenomeni che possono verificarsi; ragion per cui, un attento imprenditore ha l’obbligo di adottare ogni precauzione ed ogni accorgimento idoneo a scongiurare il pericolo di creare un danno.

Probabilmente, ove si fosse trattato di un alluvione o di un terremoto, che sono da considerare  fenomeni obiettivamente eccezionali e non prevedibili, sarebbe stato possibile chiedere ed ottenere l’applicazione della esimente in parola ed una pronuncia assolutoria.

Rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche spagna

Rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche

Il Real Decreto 110/2015, de 20 de febrero, sobre residuos de aparatos eléctricos y electrónicos, stabilisce nuovi obiettivi in questo campo.

Il nuovo Real Decreto spagnolo sostituisce la normativa anteriore, risalente all’anno 2005, recepisce la Direttiva 2012/19/UE e si adegua alle disposizioni della Ley de Residuos y Suelos Contaminados 22/2011.

Il testo normativo regola con perizia tutte le fasi della gestione della raccolta dei rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche; in particolare, si sofferma sull’esigenza di tracciare questi residui.

Si aggiungono nuove obblighi per gli operatori del settore per aumentare i controlli e la sicurezza del processo.

Ulteriore novitá del Real Decreto é la disposizione dedicata ai venditori di tali apparecchiature: questi dovranno accettare indietro gratuitamente i dispositivi dismessi di piccole dimensioni, come cellulari; inoltre, si impongono le stesse restrizioni e obblighi dei negozi fisici ai venditori on line.

L’obiettivo ambizioso del Real Decreto é riciclare separatamente l’85% dei rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche generati dall’anno 2019, valorizzarne tra il 70% e l’85%; e dal 2017 reutilizzarne tra il 2% e il 3%.

Per affrontare le nuove sfide proposte da questo Real Decreto, alcuni leader del settore si sono organizzati, aumentando la rete di collaborazioni e migliorando i propri servizi.

Un chiaro esempio in questa direzione é la Fondazione Ecolum, assistente legale di piú di 300 imprese dedicate alla produzione di apparecchiature elettriche e elettroniche, che ha stretto accordo con Recyclia, principale piattaforma specializzata nella gestione di questa tipologia di rifiuti.

Grazie a questa collaborazione, si offre un servizio integrato e multidisciplinare in materia di riciclaggio di questi particolari rifiuti, facendo fronte al piú ampio e diverso ventaglio di problematiche che si possono verificare in relazione agli stessi.

Inoltre, tramite precise campagne di sensibilizzazione, si cerca di diffondere informazione sull’importanza di una nuova gestione dei rifiuti elettronici, giacché, secondo i dati raccolti dalla Fondazione, questi sono in aumento progressivo ogni anno.

A tal proposito si calcola che nel 2015 sono state raccolte 1.555,79 tonnelate di tali rifiuti, mentre l’anno precedente la cifra si attestava ad “appena” 889,85 tonnellate… un signifcativo aumento pari al 175%.

abbandono rifiuti prescrizione

LA PRESCRIZIONE NELL’ABBANDONO DI RIFIUTI E’ INFLUENZATA DALLA FINALITA’ DELLA CONDOTTA

Con la sentenza nr. 10960 del 17 Marzo 2016, la Corte di Cassazione ha qualificato la natura istantanea del reato di abbandono di rifiuti, qualora esso non sia prodromico – vale a dire finalizzato – a successive attività.

Tale pronuncia è di fondamentale importanza, in quanto ai fini del calcolo della prescrizione, questa va calcolata dal giorno della condotta, il il c.d. “dies a quo”.

E’ stato quindi ripercorso l’indirizzo giurisprudenziale che inquadra la fattispecie di cui all’art. 256 comma 2 del Testo Unico Ambiente, come – a seconda dei casi – “deposito incontrollato” a natura permanente (in ragione della finalità di successivo smaltimento o recupero) piuttosto che di “abbandono di rifiuti” a natura istantanea (nei casi di univocità ed unicità della condotta).

novità per i consorzi di bonifica

NOVITA’ PER I CONSORZI DI BONIFICA

La circolare n. 54 del 2016 del Comitato nazionale dell’Albo Gestori Ambientali ha precisato che possono aggregarsi in consorzi vari e distinti soggetti aggiudicatari di appalti per la bonifica.

Pare d’uopo ribadire che tali formazioni d’imprese, meglio definite come “consorzi di scopo” , possono essere realizzate anche senza aver precedentemente eseguito interventi di bonifica, purchè -tuttavia- siano costituiti da compagini iscritte per gli interventi indicati in gara alla categoria 9, segnatamente nella classe A (lavori oltre 9 milioni di euro).

In definitiva l’esenzione dal rispetto del prerequisito previsto dall’allegato alla deliberazione dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali n. 1 del 30 gennaio 2013, art. 1 co. 1 (esecuzione previa di precedenti attività di bonifica) per siffatti consorzi opera in presenza di 2 condizioni:

- i consorziati facenti parte del raggrupamento aggiudicatario devono risultare iscritti nella classe A della categoria 9;

- il consorzio deve necessariamente per espressa clausola statutaria essere estinto e cancellato dal registro delle imprese ad ultimazione dei lavori di bonifica.

incentivi bonifica amianto

CON LA LEGGE “GREEN ECONOMY” IN ARRIVO INCENTIVI PER LE BONIFICHE AMIANTO

A partire dal 2 Febbraio  2016 entrerà in vigore l’art. 56 della L. 256/2015.

Tale norma prevede l’introduzione di un credito di imposta (del 50% delle spese sostenute) per i titolari di imprese che nel corso del 2016 provvederanno ad effettuare interventi di bonifica da amianto per almeno € 20.000 sul territorio nazionale.

E’ stato inoltre stanziato un fondo pubblico per la bonifica dell’amianto dagli edifici pubblici, con dotazione pari ad € 5.000.000 per l’anno 2016.

Si attendono i rispettivi Dm Ambiente per conoscere le disposizioni attuative che forniranno i dettagli operativi di tali importanti misure.

rifiuti e responsabilità del datore per illecito dei dipendenti

IMPUTABILITA’ DEL REATO DI GESTIONE ILLECITA DI RIFIUTI PER OMESSA VIGILIANZA 

Con la sentenza nr. 49591 del 16 dicembre 2015, la Corte di Cassazione ha valutato il caso di un datore di lavoro, chiamato a rispondere della attività di stoccaggio di rifiuti da demolizione (non autorizzata), compiuta dai propri dipendenti all’interno di un’area di proprietà societaria.

La Suprema Corte ha quindi stabilito che, il reato di gestione illecita di rifiuti risulta essere imputabile al datore di lavoro, sotto il profilo della omissione di vigilanza sull’operato dei dipendenti, materiali autori della condotta.

Pertanto, la responsabilità ex art. 256 Testo Unico Ambiente, non attiene necessariamente ai profili di volontarietà e consapevolezza della condotta, rilevando altresì la condotta omissiva derivante dalla violazione dei doveri di vigilanza.

Rinnovo autorizzazione recupero rifiuti

IL RUOLO “ATTIVO” DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NELLA PROCEDURA DI RINNOVO AUTORIZZATORIO IN MATERIA DI RECUPERO RIFIUTI

Con la sentenza 41049/2015, la Suprema Corte di Cassazione ha statuito che la portata dell’ art. 216 Testo Unico Ambiente (D. lgs. 152/2006) si estende financo a consentire alla Pubblica Amministrazione investita, che questa possa imporre specifiche prescrizioni ai sensi del T.U.A. anche in sede di rinnovo della comunicazione semplificata.

Pertanto, la Provincia è chiamata ad effettuare la verifica della sussistenza dei requisiti di legge, anche in sede di rinnovo autorizzatorio, così come tenuta a fare già in sede di prima comunicazione.

bonifica semplificata per distributori di carburante

PROCEDURE SEMPLIFICATE DI BONIFICA PER I DISTRIBUTORI DI CARBURANTE

Il 7 Aprile 2015 è entrato in vigore il Dm Ambiente 12 febbraio 2015, introduttivo delle procedure semplificate di bonifica e messa in sicurezza dei punti vendita di carburanti.

Con tale provvedimento sono state semplificate le modalità applicative dei criteri di caratterizzazione dei siti contaminati, ai sensi dell’ Allegato II, Titolo V del Testo Unico Ambiente.

Ai sensi dell’art. 242 co. 4 T.U.A, sono individuati i criteri semplificati, i tempi e le modalità operative della caratterizzazione, della messa in sicurezza, della bonifica di suoli e acque sotterranee contaminate di pertinenza delle aree dedicate ai punti di vendita carburanti.

Tali procedure divengono operative in presenza di situazioni di “inquinamento possibile” , al fine di consentire l’attuazione degli interventi volti a:

-prevenire

-impedire

-eliminare

la diffusione degli inquinanti negli strati di suolo non contaminati e nelle acque sotterranee non compromesse.

sistri novità in vigore a breve

COUNTDOWN PER IL “NUOVO” SISTRI

IL 1° Gennaio 2015 entrerà in vigore il nuovo sistema informatico di tracciamento dei rifiuti, unitamente alla piena operatività del residuo tracciamento tradizionale cartaceo.

Diverranno dunque operative le sanzioni previste per la violazione degli obblighi (sanzione pecuniaria amministrativa fino a 93mila euro, reclusione fino a due anni per le false certificazioni o il trasporto senza le schede, sanzioni accessorie interdittive e confisca dei veicoli).

Per quanto concerne il tracciamento tradizionale, resteranno esclusi dall’obbligo di tenuta dei registri di carico/scarico unicamente le attività di raccolta e trasporto dei propri rifiuti speciali non pericolosi  da parte di enti ed imprese produttori iniziali, gli enti e le imprese produttori di rifiuti iniziali non pericolosi derivanti da attività agricole/commerciali/di servizio/sanitarie; esclusione anche per i centri di raccolta urbani (limitatamente alla quota dei “non pericolosi”).

Le tempistiche per la compilazione iniziale passano da 10 giorni a 2! (ma limitatamente agli operatori di intermediazione e commercio rifiuti).

autorizzazioni ambientali semplificazioni

ECCO I TAGLI ALLA BUROCRAZIA AMBIENTALE

Con il recentissimo Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 91, intitolato “Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica ed universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese”, il Governo ha introdotto una serie importante di “tagli” alla cosiddetta ECO-BUROCRAZIA.

Segnatamente, queste le modifiche principali:

1) Recupero rifiuti semplificato: esteso alle operazioni di recupero dei “beni a fine vita” svolte in base alle norme comunitarie sull’ “end of waste” (ferro, acciaio, alluminio, vetro, rame).

Pertanto, il regime semplificato prevede l’avvio delle attività decorsi 90 giorni dalla semplice comunicazione all’ente provinciale, in sostituzione della preventiva autorizzazione regionale.

2) Bonifica semplificata: possibilità di riutilizzo dei siti contaminati successivamente alla riduzione dei valori inquinanti per la sola matrice suolo.

Inoltre è stato introdotto il principio del silenzio-assenso in tema di dichiarazione dell’avvenuto abbattimento dei valori inquinanti da parte degli operatori intervenuti.

3) Poteri di ordinanza degli enti locali in materia di rifiuti: i poteri previsti dall’art. 191 del Codice Ambiente in capo a Presidenti di Regione, Provincia e Sindaci sono stati allargati a ricomprendere non solo i casi di “necessità” di tutela della pubblica salute e dell’ambiente, ma anche in semplice presenza di “grave e concreto pericolo” di lesione di tali interessi.

Sarà altresì possibile operare la requisizione degli impianti di gestione rifiuti e l’utilizzo temporaneo del personale impiegato.

4) Valutazione di Impatto Ambientale: E’ stato riformulato il concetto di “progetto” da sottoporre a VIA.

E’ stata altresì prevista l’emanazione in tempi brevi di un Dm ministeriale in merito ai criteri ed alle soglie per lo “screening” dei progetti regionali.

5) Sistri: entro Agosto 2014 il Ministero dell’Ambiente dovrà garantire la interoperatività del sistema informatico e la sostituzione dei “token”

Sono inoltre state inserite disposizioni innovative in tema di combustione di materiali agricoli, ritenuti leciti purchè effettuati in piccoli cumuli ed in quantitativo massimo giornaliero inferiore ai 3 metri cubi per ettaro, nelle aree stabilite dai sindaci, nei periodi stabiliti dalla Regione.

Infine un cenno alle apparecchiature con sostanze osono-lesive: la dismissione obbligatoria dei sistemi antincendio è stata prorogata al 12 gennaio 2015.