Bellezze naturali e reati ambientali

REATI AMBIENTALI

Distruzione e deturpamento di bellezze naturali


Nel nostro ordinamento la nozione di paesaggio rientra nell’ambito di tutela di cui all’art. 9 della nostra Carta Costituzionale e, segnatamente al secondo comma laddove si precisa che la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della Nazione.

Il D.lgs. 22/2004 (Codice dei Beni Ambientali e Culturali) statuisce all’art. 181 la tutela dei beni qui di seguito individuati:

- cose imobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica;

- ville, giardini e parchi, non tutelati dalle disposizioni della parte seconda del codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza;

- complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale;

- le bellezze panoramiche considerate come quadri e così pure quei punti di vista o di belvedere accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di queste bellezze.

I beni summenzionati sono tutelati financo a livello penalistico dall’art. 734 del nostro codice penale.

Si tratta, in siffatta ipotesi di un reato di danno e non di pericolo, istantaneo e con effetti permanenti; si concreta mediante la realizzazione di costruzioni o in forme diverse, rilevando con ciò qualsiasi condotta che sfoci con la distruzione, l’alterazione ed il deturpamento delle bellezze naturali.

Il Giudice penale, come nel caso del permesso a costruire, può sindacare in via incidentale la legittimità dell’autorizzazione emanata dall’Autorità preposta al vincolo.

E’ configurabile il concorso con la fattispecie di cui all’art. 181 del D.lgs. 42/2004, in considerazione della diversa oggettività giuridica e le lesioni dei beni protetti che rendono applicabili entrambi i reati.

autorizzazione paesaggistica semplificata

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Il Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2010 ha approvato il regolamento che semplifica le procedure previste per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica per gli interventi di “lieve entità” che non comportano l’alterazione dei luoghi o dell’aspetto esteriore degli edifici.

Dal 10 settembre è entrato in vigore, quindi, il D.P.R. n. 139 del 9 luglio 2010 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 199 del 26 agosto 2010.

Il D.P.R. n. 139 “Regolamento recante procedimento di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità, a norma dell’art. 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni” emanato in attuazione del D.lgs. 42/2004 (Codice dei Beni culturali) prevede una procedura più snella per tutti gli interventi di lieve entità su aree o edifici sottoposti a tutela paesaggistica (Parte III del D.lgs. 42/2004).  Segnatamente, vengono indicate in maniera puntuale e tassativa le 39 fattispecie di intervento nell’allegato del D.P.R. in commento.

Con tale semplificazione l’iter autorizzatorio deve necessariamente concludersi con provvedimento espresso nel termine di 60 giorni dalla presentazione dell’istanza (art. 3) da inoltrarsi vieppiù per via telematica e con incombenze documentali più snelle.

L’amministrazione compentente è tenuta a verificare in via preliminare la conformità dell’intervento progettato alla disciplina urbanistica – edilizia e in caso di esito positivo, esamina la congruenza dell’intervento medesimo alle specifiche prescrizioni d’uso contenute nel piano paesaggistico o nella dichiarazione di pubblico interesse o nel provvedimento di integrazione del vincolo, ovvero la sua compatibilità con i valori paesaggistici presenti nel contesto di riferimento.

In caso di giudizio di compatibilità paesaggistica, l’amministrazione, inoltra entro 30 giorni la pratica al soprintendente, che può in alternativa eprimere parere favorevole vincolante in 25 giorni. In tal caso l’organo preposto (solitamente il comune su delega della regione) adotterà il provvedimento conforme nel termine di 5 giorni.

L’autorizzazione paesaggistica è immediatamente efficace ed ha una validità di 5 anni.

In caso di rigetto della domanda l’interessato entro 20 giorni dal ricevimento del provvedimento negativo può chiedere al soprintendente di pronunciarsi sulla domanda di autorizzazione paesaggistica semplificata.

Decorsi inutilmente i termini di cui all’art. 3 senza che l’amministrazione competente al rilascio o la soprintendenza abbia comunicato la propria determinazione conclusiva sull’istanza del richiedente, si applicano gli artt. 2 comma 8, e 2 bis, della Legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche, in materia di conclusione del procedimento amministrativo.