Nuove misure ambientali con la legge Green Economy

NUOVA LEGGE “GREEN ECONOMY” E MISURE AMBIENTALI INNOVATIVE

Con la introduzione del cd. “Collegato ambientale”, ovverosia la Legge 221/2015, (nota anche come Legge Green Economy) sono state inserite diverse novità nel settore della normativa ambientale.

Innanzitutto va segnalata la nuova disciplina in materia di appalti verdi obbligatori per la Pubblica Amministrazione, lo stanziamento di incentivi per l’acquisto di materiali post-consumo recuperati, nuove sanzioni in caso di abbandono di rifiuti di piccolissime dimensioni, varie semplificazioni in materia di valutazione di impatto ambientale.

Tra le altre novità, il ritorno – su base volontaria- del sistema di recupero del “vuoto a rendere” per acque minerali e birre, la possibilità di conferire in discarica anche rifiuti con potere calorifico superiore a 13.000 kj/kg.

Sempre in tema di incentivi fiscali, ne sono stati stanziati in caso di bonifica da amianto, stanziati altresì fondi per la tutela del territorio, novità in materia di  scarichi dei frantoi, emissioni in atmosfera, fonti rinnovabili, rifiuti raee da pannelli fotovoltaici, mobilità sostenibile.

Una mole impressionante di modifiche, sarà importante seguirne gli indirizzi operativi che giungeranno a cascata, nonchè valutarne gli effetti dal punto di vista globale.

panificazione e tasse

LA PANIFICAZIONE E LE ALTRE ATTIVITA’ AGRICOLE A TASSAZIONE AGEVOLATA

Con il Decreto del Ministero dell’economia del 17 giugno 2011 il legislatore ha apportato importanti modifiche alla elencazione delle attività agricole assorbite dal reddito agrario a tassazione fondiaria.

Trattasi prinicipalmente di attività dirette alla manipolazione, trasformazione e conservazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali.

Tale elenco viene aggiornato con cadenza biennale e con il Decreto 5/8/2010 si era creata una situazione paradossale in quanto  erano state aggiunte una serie di attività non rientranti nella tasformazione “pirmaria” dei beni, quali prodotti di panetteria freschi, cialde, rustici, pizzette.

Venivano inspiegabilmente escluse altre attività tipiche del comparto agricolo, quali la lavorazione dei prodotti derivanti dalla coltivazione del tabacco, piante da foraggio, uva, agrumi, piante necessarie alla preparazione di fibre tessili.