Smart city il modello spagnolo

SMART CITY IN SPAGNA: MOOC CIUDADES INTELIGENTES

La Segreteria dello Stato spagnolo di Telecomunicazioni e per la Societá dell’informaziones, denominato SETSI, mette a disposizione per gli internauti sette corsi on line completamente gratuiti sulla tematica attualissima della Smart City. 

Attraverso questa iniziativa d’avanguardia, si pretende diffondere il concetto di Smart City con esempi pratici e modelli di cittá intelligente veramente esistenti, come Madrid e Barcellona.

I sette corsi, aperti a tutti gli interessati e curiosi del tema, agenti del settore pubblico o privati, sono altamente specializzati, grazie alla partecipazione di esperti del settore.

Ogni corso, accessibile on line a qualsiasi ora, si organizza in piú apartati, ognuno datato di video e materiale ulteriore, utili per sottoporsi alla valutazione, predisposta alla fine di ogni sezione.

Alla conclusione del corso, in caso di esito positivo, verrá consegnato anche un certificato officiale, scaricabile da ogni partecipante direttamente dalla sua area riservata.

Gli alunni potranno contare sulla piena disponibilitá degli esperti e potranno partecipare in fori di dibattito per approfondire o chiarire aspetti interessanti e/o complessi sviluppati nel corso.

Per riassumere le tematiche trattate nei diversi corsi, elenchiamo i loro titoli:

i.         Pianificando e disegnando una Smart City.

ii.       Tecnologie per una smart City.

iii.        Mobilitá intelligente e sostenibilitá.

iv.         I benefici dei servizi pubblici intelligenti.

v.        La cittá aperta e partecipativa.

vi.         Cittá innovatrici e intelligenti. Casi pratici.

vii.         Start-ups, crescita economica e finanziamento nella Smart City

Questa iniziativa é parte del Piano Nazionale delle Cittá Intelligenti dell’Agenda Digitale di Spagna, essendo una buona occasione per sensibilizzare i cittadini su una tematica ancora nuova e per mettere in luce i vantaggi apportati dall’applicazione di un modello Smart alle cittá.

Per potere accedere a questa opportunitá e iscriversi ai corsi summenzionati é necessario accedere alla seguente pagina web: http://www.moocciudadesinteligentes.es/courses

Nuove misure ambientali con la legge Green Economy

NUOVA LEGGE “GREEN ECONOMY” E MISURE AMBIENTALI INNOVATIVE

Con la introduzione del cd. “Collegato ambientale”, ovverosia la Legge 221/2015, (nota anche come Legge Green Economy) sono state inserite diverse novità nel settore della normativa ambientale.

Innanzitutto va segnalata la nuova disciplina in materia di appalti verdi obbligatori per la Pubblica Amministrazione, lo stanziamento di incentivi per l’acquisto di materiali post-consumo recuperati, nuove sanzioni in caso di abbandono di rifiuti di piccolissime dimensioni, varie semplificazioni in materia di valutazione di impatto ambientale.

Tra le altre novità, il ritorno – su base volontaria- del sistema di recupero del “vuoto a rendere” per acque minerali e birre, la possibilità di conferire in discarica anche rifiuti con potere calorifico superiore a 13.000 kj/kg.

Sempre in tema di incentivi fiscali, ne sono stati stanziati in caso di bonifica da amianto, stanziati altresì fondi per la tutela del territorio, novità in materia di  scarichi dei frantoi, emissioni in atmosfera, fonti rinnovabili, rifiuti raee da pannelli fotovoltaici, mobilità sostenibile.

Una mole impressionante di modifiche, sarà importante seguirne gli indirizzi operativi che giungeranno a cascata, nonchè valutarne gli effetti dal punto di vista globale.

BIOMASSE ED INTERESSE SUL TERRITORIO

 

Cresce la produzione lorda di GWh derivanti dalle bioenergie (biomasse solide, biogas e bioliquidi).

Generalmente quando si parla di biomasse è opportuno distinguere le filiere che rappresentano questo settore procedendo ad una secca tripartizione:

  • filiera del legno
  • filiera dell’agricoltura
  • filiera degli scarti e dei rifiuti.

Il contesto geografico dove meglio si attaglia la tecnologia in commento è sicuramente la “pianura padana” anche se stanno nascendo molti impianti alimentati a biomassa[1] in tutte la parti d’Italia.

Giustappunto entro poche settimane partiranno i lavori per la costruzione del primo impianto di biogas a Villacidro in Sardegna (990 KWh – fabbisogno energetico di circa 2.500 famiglie).

Gli impianti di questo genere per funzionare richiedono ingenti quantitativi di cereali e liquami per essere alimentati con buona frequenza e contiunuità.

La larga diffusione di questa tipologia di strutture ha però posto il problema dello sfruttamento eccessivo del territorio per fini energetici a scapito delle risorse agricole.

In realtà il problema non si pone in quanto ci sono innumerevoli terreni non coltivati oppure campi il cui sfruttamento tipico risulta verosimilmente antieconomico.

In questa situazione si pensa che il settore possa ricoprire nei prossimi anni un ruolo di primo piano in cagione peraltro delle innumerevoli possibilità applicative della filiera (si pensi al biometano, al gas per fini termici e via discorrendo), sperando vieppiù nel breve periodo in un intervento normativo più chiaro e stringente.


[1] Si definisce “biomassa” qualsiasi sostanza di matrice organica, vegetale o animale, destinata ai fini energetici o alla produzione di ammendante agricolo. La biomassa utilizzabile ai fini energetici consiste in tutti i materiali organici che possono essere trasformati in combustibili liquidi, solidi o gassosi.

Prestiti verdi con il Fondo Kyoto

E’ stato reso operativo il finanziamento agevolato del Fondo Kyoto per gli interventi volti alla riduzione delle emissioni dell’anidride carbonica in atmosfera.

A disposizione per imprese pubbliche e private, privati cittadini, condomini, comunioni, soggetti pubblici, associazioni e fondazioni 600 milioni di euro in tre anni grazie alla collaborazione tra Ministero dell’Ambiente, Ministero dello Sviluppo Economico, Cassa depositi e prestiti, Regioni e Abi per finanziare a livello regionale o nazionale interventi ovvero “misure” così indicate:

microgenerazione diffusa, rinnovabili, motori elettrici, usi finali, protossido di azoto, ricerca, gestione forestale sostenibile ecc….

Le domande di ammissione al prestito agevolate possono essere presentate a far data dal 16 marzo 2012 (ore 12) e sino alle ore 24 del 14 luglio 2012 connettendosi al sito della Cassa depositi e prestiti (www.cassaddpp.it).

All’interno del portale stesso è possibile rinvenire tutte le informazioni utili per la compilazione on line della domanda ed il successivo invio cartaceo congiuntamente alla documentazione tecnica richiesta.

Il finanziamento copre per i privati il 70% della somma necessaria per la realizzazione degli interventi sostenibili (la copertura sale al 90% per i soggetti pubblici).

In alcuni casi gli istituti di credito che aderiscono alla convenzione Abi-Cdp possono concedere un prestito per la quota non coperta dal finanziamento agevolato.