emissioni dei frantoi

FRANTOI ED EMISSIONI IN ATMOSFERA

La Legge n. 98 del 2013, anche detta del “Fare”,  ha introdotto importanti strumenti per la crescita economica e per l’efficienza giudiziaria, ma dispone anche e soprattutto nell’ambito delle semplificazioni, in particolar modo per ciò che riguarda il regime amministrativo autorizzatorio.

In questo senso va vista l’integrazione dei frantoi, degli impianti di essiccazione di materiali vegetali e delle cantine nell’elenco degli impianti e attività che non sono sottoposti a regime autorizzatorio ai fini delle emissioni in atmosfera, previsto dall’allegato IV della Parte V del D.Lgs n. 152 del 2006.

La Corte di Cassazione (Sentenza n. 2999 del 20.1.2017) ha prontamente recepito le nuove disposizioni, andando ad annullare senza rinvio una sentenza del Tribunale di Benevento, che aveva disposto la condanna di un responsabile di un frantoio per immissioni non autorizzate in atmosfera, in quanto “il fatto non è previsto dalla legge come reato”.

demolizione opere abusive e sospensione della pena

DEMOLIZIONE DELLE OPERE ABUSIVE E

SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA.

 

 

Con riferimento ai reati edilizi previsti dal D.P.R. 380/2001 (T.U. Edilizia), sia la condanna che l’applicazione della pena su richiesta delle parti, devono necessariamente comportare la demolizione dell’intervento eseguito in assenza ovvero in difformità dei titoli concessori, anche quando il giudice concede- ai sensi e per gli effetti dell’art. 163 del codice penale- il beneficio della sospensione condizionale della pena, subordinandolo per l’appunto alla demolizione delle opere abusive (solitamente entro un termine dal passaggio in giudicato della sentenza).

A tal proposito l’art. 31 comma 9 del T.U. Edilizia stabilisce: “Per le opere abusive di cui alla citata norma, il giudice, con la sentenza di condanna, ordina la demolizione delle opere stesse, se ancora non sia stata altrimenti eseguita”.

Si noti -per contro- come la statuizione in commento differisca, sotto il profilo della funzione e del contenuto, da quella impartita dal giudice per consentire all’imputato di beneficiare della sospensione; quest’ultima è funzionale, nell’intenzione del legislatore, alla risocializzazione del condannato e risponde ad una funzione dimostrativa a contenuto compensativo, nel senso che la mancata esecuzione della pena non significa in modo alcuno disinteresse per i beni giuridici offesi dal reato.

In poche parole, la demolizione ex art. 31 costituisce atto dovuto, non suscettibile di valutazione discrezionale; sussume ad una sanzione di natura amministrativa che si inserisce, in ottica di “doppio binario”, in una dimensione accessoria ed ancillare rispetto al procedimento penale, nel senso che deve essere ordinata dal giudice anche qualora sia già stata adottata dalla P.A. procedente.

società svizzere e albo gestori ambientali

CHIARIMENTI IN ORDINE AL TRATTAMENTO DI RECIPROCITA’ UE/CONFEDERAZIONE SVIZZERA EX ART. 10 comma 2 a) DM 120/2014

Con la circolare nr. 987 del 26 ottobre 2016, l’ Albo Nazionale Gestori Ambientali ha apportato chiarimenti in relazione alla possibilità, da parte delle imprese della Confederazione svizzera, di poter svolgere servizi in territorio italiano.

Il Comitato nazionale dell’Albo ha precisato le imprese svizzere, intenzionate a svolgere attività sottoposta alla regolamentazione dell’Albo Gestori Ambientali, dovranno essere iscritte allo stesso, con la limitazione di poter svolgere un unico servizio di durata non superiore a 90 giorni di lavoro effettivo per anno civile, così come previsto dall’art. 5 della L. 364/2000.

Infatti, proprio tale norma richiamata, intitolata “Accordo tra la Comunità europea ed i suoi stati membri, da una parte e la Confederazione svizzera dall’altra, sulla libera circolazione delle persone”, prevede la possibilità per le rispettive società di esercitare attività sui reciproci territori per una prestazione di durata non superiore ai 90 giorni per anno civile.

segnalazione certificata di inizio attività semplificata

SEMPLIFICAZIONI IN MATERIA DI SCIA E AMBIENTE

Il 28 luglio 2016 entrerà in vigore il D.lgs. 30.6.2016 n. 126, andando a modificare il pilastro sui cui si fonda il procedimento amministrativo in Italia, vale a dire la L. 241/1990.

Tra i vantaggi più evidenti, per cittadini ed imprese, la riduzione degli oneri, la necessità di interfacciarsi con un unico ufficio della P.a, l’adozione di una modulistica univoca su tutto il territorio della Repubblica.

Vale la pena menzionare a parte una novità significativa, in quanto investe direttamente la materia ambientale, ovverosia la nuova disciplina prevede l’ipotesi di sospensione della attività iniziata successivamente alla presentazione della s.c.i.a. unicamente nel caso in cui la P.a. rilevi la presentazione di dichiarazioni mendaci o laddove via sia un pericolo di “interessi sensibili” (ambiente, salute, paesaggio, pubblica sicurezza).

Si dovrà invece attendere l’emanazione di un nuovo provvedimento normativo, per poter individuare e circoscrivere esattamente quali siano le attività oggetto di Scia, quali quelle soggette a mera comunicazione, quello sottoposte al regime del silenzio-assenso, quali infine quelle necessitanti un espresso titolo abilitativo.

Nuove misure ambientali con la legge Green Economy

NUOVA LEGGE “GREEN ECONOMY” E MISURE AMBIENTALI INNOVATIVE

Con la introduzione del cd. “Collegato ambientale”, ovverosia la Legge 221/2015, (nota anche come Legge Green Economy) sono state inserite diverse novità nel settore della normativa ambientale.

Innanzitutto va segnalata la nuova disciplina in materia di appalti verdi obbligatori per la Pubblica Amministrazione, lo stanziamento di incentivi per l’acquisto di materiali post-consumo recuperati, nuove sanzioni in caso di abbandono di rifiuti di piccolissime dimensioni, varie semplificazioni in materia di valutazione di impatto ambientale.

Tra le altre novità, il ritorno – su base volontaria- del sistema di recupero del “vuoto a rendere” per acque minerali e birre, la possibilità di conferire in discarica anche rifiuti con potere calorifico superiore a 13.000 kj/kg.

Sempre in tema di incentivi fiscali, ne sono stati stanziati in caso di bonifica da amianto, stanziati altresì fondi per la tutela del territorio, novità in materia di  scarichi dei frantoi, emissioni in atmosfera, fonti rinnovabili, rifiuti raee da pannelli fotovoltaici, mobilità sostenibile.

Una mole impressionante di modifiche, sarà importante seguirne gli indirizzi operativi che giungeranno a cascata, nonchè valutarne gli effetti dal punto di vista globale.

Rinnovo autorizzazione recupero rifiuti

IL RUOLO “ATTIVO” DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NELLA PROCEDURA DI RINNOVO AUTORIZZATORIO IN MATERIA DI RECUPERO RIFIUTI

Con la sentenza 41049/2015, la Suprema Corte di Cassazione ha statuito che la portata dell’ art. 216 Testo Unico Ambiente (D. lgs. 152/2006) si estende financo a consentire alla Pubblica Amministrazione investita, che questa possa imporre specifiche prescrizioni ai sensi del T.U.A. anche in sede di rinnovo della comunicazione semplificata.

Pertanto, la Provincia è chiamata ad effettuare la verifica della sussistenza dei requisiti di legge, anche in sede di rinnovo autorizzatorio, così come tenuta a fare già in sede di prima comunicazione.

sistri novità in vigore a breve

COUNTDOWN PER IL “NUOVO” SISTRI

IL 1° Gennaio 2015 entrerà in vigore il nuovo sistema informatico di tracciamento dei rifiuti, unitamente alla piena operatività del residuo tracciamento tradizionale cartaceo.

Diverranno dunque operative le sanzioni previste per la violazione degli obblighi (sanzione pecuniaria amministrativa fino a 93mila euro, reclusione fino a due anni per le false certificazioni o il trasporto senza le schede, sanzioni accessorie interdittive e confisca dei veicoli).

Per quanto concerne il tracciamento tradizionale, resteranno esclusi dall’obbligo di tenuta dei registri di carico/scarico unicamente le attività di raccolta e trasporto dei propri rifiuti speciali non pericolosi  da parte di enti ed imprese produttori iniziali, gli enti e le imprese produttori di rifiuti iniziali non pericolosi derivanti da attività agricole/commerciali/di servizio/sanitarie; esclusione anche per i centri di raccolta urbani (limitatamente alla quota dei “non pericolosi”).

Le tempistiche per la compilazione iniziale passano da 10 giorni a 2! (ma limitatamente agli operatori di intermediazione e commercio rifiuti).

scarico scadenza autorizzazione

SCADENZA AUTORIZZAZIONE SCARICHI SENZA RINNOVO? SANZIONI PENALI!

La Corte di Cassazione, con la Sentenza 44903/2012 ha stabilito che -AI FINI PENALI- la scadenza della autorizzazione allo scarico equivale alla mancanza dello stesso.

Pertanto, il mancato rinnovo integra gli estremi del reato di scarico illecito, previsto e punito dall’art. 137 del Testo Unico Ambiente.

Nella stessa sentenza la Suprema Corte ha altresì stabilito che ai fini della configurazione del reato non rileva la pericolosità delle sostanze scaricate, che invece rappresenta una circostanza aggravante del reato.

Stoccaggio acque reflue e rifiuti

Attività di stoccaggio delle acque reflue = deposito temporaneo

La Corte di Cassazione, con la recente sentenza 3 aprile 2012, n. 12476, ha affermato che l’attività di stoccaggio rappresenta l’elemento che conferisce alle acque reflue la natura di rifiuto allo stato liquido, con ciò escludendo che l’esistenza di una autorizzazione allo scarico  possa consentire tale attività.

L’art. 74 del D.lgs. 152/2006 disciplina invece la attività di immissione diretta nel suolo e nel sottosuolo, nonchè nella rete fognaria.

Alla luce di quanto sopra esposto, laddove le acque di lavaggio delle attrezzature di una impresa vengano gestite tramite lo stoccaggio in vasche di raccolta, dovranno essere rispettati i requisiti vigenti in tema di deposito temporaneo, sia in termini quantitativi che di durata.

sospensione autorizzazione scarichi

SOSPENSIONE AUTORIZZAZIONE SCARICHI

 

 

L’art. 133 del D.lgs 152/2006 prevede che chiunque nella effettuazione di uno scarico superi i valori limite fissati dal decreto o dalle autorità a ciò preposte, salvo il fatto costituisca reato, è punito con una sanzione amministrativa.

Tale norma rappresenta una previsione di pericolo astratto che presuppone l’emanazione di un atto urgente da parte del Sindaco, ai fini di tutela della salute pubblica; questo è quanto ha deciso il Tar Campania con la sentenza 10 Febbraio 2012 nr. 735.

Nello specifico è stato ritenuto che, ai fini della sospensione della autorizzazione allo scarico di acque reflue in mare, sia sufficiente il superamento dei valori di cui all’allegato 5 parte III del Testo Unico Ambientale, non essendo necessaria la concreta prova del pericolo per la pubblica incolumità.